• La prima carità è quella che viene usata all'anima propria.
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    Un nuovo anno nelle nostre mani. Un anno di studio, di esperienze, di incontri, di festa, di fatica, di ricerca, di opportunità, di sorprese… un anno di Grazia che il Signore vuole elargire a piene mani su tanti giovani, scelti, amati e mandati ad altri ragazzi della nostra Diocesi.

    Ogni persona, che ne sia consapevole o no, lungo il tempo della sua esistenza, prende posizione di fronte alla vita. E da questa angolatura vede le cose e interagisce con i fattori e le situazioni che incontra… Ma non tutte le angolature sono uguali e si equivalgono. Ci sono alcune prospettive di vita che promuovono tutta la persona, rispondono alle domande di senso, aprono a prospettive di futuro; altre sono più o meno parziali e riduttive. L’esperienza di Pietro narra la possibilità di vivere la vita come vocazione, come compito, cammino. Essa si muove tra due poli: il sé della persona e l’altro, fino al radicalmente Altro, Dio.Vivere la vita come vocazione o come compito significa porsi alcune domande fondamentali: “Che cosa proponi, Signore? A fare che cosa mi chiami? A essere chi?” A questo scopo è utile immaginare la scena del vangelo di Luca (Lc 5,1-11) dell’incontro tra Gesù e Pietro. In mezzo ad una folla anonima, Gesù fa emergere alcune persone perché condividano la sua missione, associandoli al suo destino. Nascono così i discepoli. Tra questi in primo piano appare un volto, quello di Pietro. Gesù era già entrato in contatto con lui in due modi: gli aveva già annunciato un avvenire particolare cambiandogli nome e gli aveva guarito la suocera. Gesù e Pietro erano un po’ familiari, di casa, ma Pietro non aveva preso nessun impegno in più, nessun coinvolgimento particolare.Ma subito risuona un invito perentorio, gravido di fiducia e di futuro: Prendi il largo!Prendi il largo… lascia entrare Gesù nella tua barca. Gesù prende sempre l’iniziativa verso di noi. Lui da tempo ha progetti grandi, fino a quando arriva il momento chiave: Gesù prima entra nella baca di Pietro, poi gliela domanda. E’ il suo stile: invade la nostra vita, la abbaglia di luce, le dà un sapore nuovo, unico e inconfondibile. E Pietro con generosità sposta la barca per metterla a disposizione di Gesù. Perché non aiutarlo?Prendi il largo… allontanati. Ma da che cosa? Dalle secche e dagli intagliamenti in cui ci si trova più o meno consapevolmente bloccati o frenati: la superficialità, l’ipocrisia, la paura, la svalutazione di sé, l’egoismo, la presunzione… Si tratta di un invito pressante  permanente a fare un’operazione indispensabile per divenire veri discepoli lungo il cammino di sequela secondo il disegno di Dio.Prendi il largo… Va’ dove l’acqua è più profonda. Cammina verso mete di valore, verso le profondità dell’esistenza tua e altrui. Si tratta delle zone della vita forse cercate o evitate perché temute e temibili, zone da esplorare e da assumere, zone gioiose o dure. Si tratta del profondo di sé e della vita, del fascino della Parola di Gesù ascoltata e amata, del senso profondo dell’esistenza abitato da Dio.Prendi il largo… Cala le reti! Che cosa occorre calare nella propria vita per poter pescare? In che cosa è necessario calarsi per poter pescare? Per riuscire a calare le reti occorre un’operazione che smuova, che sblocchi lo status quo, che rimetta in moto i processi vitali, l’entusiasmo di una vera sequela di Gesù, di una vita come vera vocazione, pena il ristagno, l’immobilismo, l’annaspamento.Anche noi in questo nuovo anno, desideriamo prendere il largo e calare le reti…Noi pescati dal Signore vogliamo rispondere al suo appello di essere a nostra volta “pescatori di giovani” nelle nostre Parrocchie, nella scuola, tra gli amici, nel nostro quotidiano. Il Signore forse è entrato più volte nella barca della nostra vita e ci hai chiesto di prendere il largo e di gettare le reti…proviamo a fare nostre le parole di Primo Mazzolari davanti a tutti i volti giovani della nostra Diocesi:Ci impegniamo noi e non gli altri. Unicamente noi e non gli altri. Ci impegniamo senza aspettare chi non s’impegna.Senza criticare chi non s’impegna, senza giudicare chi non s’impegna. Ci impegniamo perché noi crediamo all’amore, la sola certezza che basta a impegnarci per sempre. Amen.

     
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